La strage di via d'Amelio, 31 anni dopo Giancarlo Mirone la raccontò così
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UCCISO BORSELLINO: LA STRAGE DI PALERMO; RIEPILOGO/ANNUNCIATO
(DEL REDATTORE DELL'ANSA GIANCARLO MIRONE)
La potenza strategica e militare della mafia ha dato oggi a Palermo l'ennesimo saggio di sangue, massacrando con tecnica ormai collaudata, l'esplosione di una autobomba, il Procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, fra cui una donna. L'attentato è stato compiuto alle 17 in punto in via Mariano D'Amelio, vicino alla Fiera del Mediterraneo, alle falde del Montepellegrino, davanti al civico 19. Quando l'artificiere di ''Cosa Nostra'' ha attivato il radiocomando che ha fatto scoppiare l'automobile imbottita di esplosivo, parcheggiata proprio davanti al portone d' ingresso, il magistrato stava andando a visitare l'anziana madre e la sorella. La deflagrazione, di una violenza inaudita, è stata avvertita in gran parte della città. Anche nella redazione dell'Agenzia Ansa, che dista dal luogo un paio di chilometri in linea d'aria. Il primo flash su quella che via via si sarebbe configurata come una delle più orrende stragi firmate dalle cosche, è stato trasmesso pochi minuti dopo.
Quando, sull'eco del boato, hanno cominciato a convergere mezzi delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e autoambulanze, quanti sono arrivati per primi sul posto non hanno creduto ai propri occhi. L'edificio in cui era diretto il magistrato è sventrato alla base e segni di lesioni consistenti e infissi divelti fino al quinto piano. Una ventina di automobili che bruciavano, cadaveri e resti umani sull' asfalto.
MIR
19-LUG-92 22:00 NNNN
La strage di Via D'Amelio dagli archivi dell'ANSA